Sanzioni al detenuto

sanzioni al detenutoIl caso oggi trattato, in ripresa delle pubblicazioni per l’anno 2021, riguarda un detenuto sottoposto al regime differenziato di cui all’art. 41-bis dell’Ordinamento penitenziario, avverso il provvedimento con cui il Magistrato di sorveglianza ha rigettato la richiesta di annullamento della sanzione disciplinare corrispondente a quindici giorni di esclusione dalle attività in comune irrogata dalla Direzione del carcere nel quale è ristretto. Per la precisione, la rilevanza del comportamento disciplinare sanzionato è consistita nell’aver scritto, in una lettera inviata al carcere dove prima era ristretto, che «all’atto della deportazione nel lager di omissis» non gli sarebbe stata consegnata una certa somma di denaro.

Proposto reclamo, il Tribunale di sorveglianza ha ribadito e spiegato, tra l’altro, che il comportamento tenuto dal detenuto trova qualificazione nella previsione di cui all’art. 77, n. 15, Decreto del Presidente Della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230 (Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà), che indica come condotta disciplinarmente rilevante il tipo di “atteggiamento offensivo nei confronti degli operatori penitenziari o di altre persone che accedono nell’istituto per ragioni del loro ufficio o per visita”. Continua a leggere

Master di II Livello

Master di II LivelloRicordo a quanti interessati che fino al prossimo 15 gennaio è possibile presentare la domanda di ammissione all’VIII edizione del Master di II Livello in “Diritto penitenziario e Costituzione”, realizzato in convenzione tra il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre, il DAP (Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria) e il DGMC (Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità), con l’obiettivo di fornire una elevata preparazione nell’ambito degli studi penitenziari e attenzione ai profili costituzionalistici che interessano l’esecuzione penale. Direttore del Master è il Prof. Marco Ruotolo, ordinario di Diritto costituzionale dell’Università Roma Tre; coordinatrice didattico-scientifica del Master è la Dott.ssa Silvia Talini, ricercatrice di Diritto costituzionale. Link istituzionale.

Numerazione in sequenza 73E20 del 30/12/2020

La magistratura onoraria

la magistratura onorariaIn questi giorni tornano a manifestare le proprie ragioni coloro che seppur non magistrati di carriera, lo sono invece per quanto riguarda le funzioni che la Costituzione in primis concede loro. Ebbene, a mio modesto avviso non da meno sono i cosiddetti esperti che compongono il collegio giudicante del Tribunale di sorveglianza, figura prevista dall’articolo 70 comma 3 della Legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’Ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà). A questo proposito, da poco è stato pubblicato un testo, unico del genere sul panorama letterario e dottrinale in materia, dal titolo “La partecipazione dei componenti esperti alle decisioni collegiali del Tribunale di Sorveglianza. Funzione, prassi e criticità di carattere costituzionale”, edito da Morlacchi (Perugia). Nel testo si è cercato di evidenziare le peculiari competenze potenzialmente attribuite al giudice onorario del Tribunale di sorveglianza rispetto invece a quelle realmente esercitate nella gran parte dei casi. Più in generale, altro obiettivo del tema scelto è stato quello di riflettere sul paradosso della eventuale compressione dei diritti proprio nei confronti, o anche nei confronti, di chi è istituzionalmente investito a decidere sul loro rispetto. Sicché, il riconoscimento del ruolo dei componenti non togati dei collegi di sorveglianza, in termini di pari dignità con i togati e di garanzia di pieno esercizio delle funzioni loro attribuite, diventa in tal senso oggetto inevitabile di riflessione.

la magistratura onoraria

Numerazione in sequenza 72E20 del 05/12/2020