Archivio mensile:Gennaio 2020

Irritualità dell’impugnazione

Sulla possibilità di sottoporre al Tribunale di sorveglianza, quale organo collegiale, questioni non oggetto di originaria discussione dinanzi al Magistrato di sorveglianza.

Ricorso manifestamente infondato. Ne consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, per i profili di colpa correlati all’irritualità della impugnazione, di una ulteriore somma in favore della cassa delle ammende. Numero 19E20 del 30/01/2020. Continua a leggere →

Pericolosità sociale

Sulla attuale pericolosità sociale del soggetto in esame, anche con riferimento al diritto dei cittadini dell’Unione Europea di circolare e soggiornare nel territorio degli Stati membri.

La cognizione del Tribunale di sorveglianza in sede di appello si limita a rivalutare gli stessi elementi di fatto acquisiti nel processo di primo grado. Ne consegue che il Tribunale di sorveglianza deve limitarsi a valutare se il giudice di primo grado, pur affermando la pericolosità sociale del soggetto, dovesse applicare la misura di sicurezza. Numero 18E20 del 27/01/2020. Continua a leggere →

Affidamento in prova

In materia di affidamento in prova al servizio sociale, la mancanza, seppur concreta, di un’attività lavorativa non necessariamente rileva per rigettare de plano la richiesta avanzata.

Contrariamente a quanto attiene alla concessione della semilibertà, per consolidata giurisprudenza di legittimità, la disponibilità di una attività lavorativa è “elemento che ha una rilevanza soltanto marginale ed eventuale ai fini della concessione dell’affidamento in prova al servizio sociale”, ne consegue che la relativa mancanza non può da sola precludere l’applicazione dell’istituto in esame. Numero 17E20 del 24/01/2020. Continua a leggere →

Regime detentivo

Il gesto autolesionistico attuato in carcere non assume de plano una rilevanza tale da ritenere il soggetto incompatibile col regime detentivo.

Una volta esclusa una patologia che risulti incompatibile con il regime carcerario, la circostanza che il detenuto, approfittando delle inadeguatezze della struttura carceraria, reiteri gesti autolesionistici per mezzo di un non consentito accumulo di psicofarmaci che invece dovrebbe essere impedito dalla struttura stessa, tutto ciò in corrispondenza degli esiti processuali a lui sfavorevoli, non assume alcun rilievo sul giudizio di accertata compatibilità con la detenzione. Numero 16E20 del 22/01/2020. Continua a leggere →