Affidamento in prova

Nelle ipotesi di affidamento in prova concesso ai sensi dell’art. 94 Testo unico stupefacenti, l’istituto della revoca assume una valenza sanzionatoria solo eventuale che non lo rende assimilabile al modello ordinario di riferimento e ne impedisce quindi l’integrale assimilazione allo stesso sotto il profilo degli effetti. Perciò, è il contenuto delle prescrizioni imposte all’affidato a rendere peculiare l’istituto della revoca nelle ipotesi previste dall’art. 94 T.U.S., rivestendo tali prescrizioni una specifica valenza riabilitativa e terapeutica attraverso cui si persegue la finalità di recuperare il condannato liberandolo dalla dipendenza da cui è affetto. Ne consegue che il fallimento, o anche solo l’inefficace perseguimento di tale obiettivo, in rapporto all’atteggiamento dimostrato dall’affidato rispetto al trattamento, è alla base della decisione di revocare la misura di cui all’art. 94 T.U.S., anche indipendentemente da comportamenti del condannato di segno propriamente trasgressivo. Nel caso in esame, su tali presupposti, è stato deciso l’annullamento dell’ordinanza impugnata con il conseguente rinvio al Tribunale di sorveglianza di Ancona per un nuovo giudizio (cfr. Corte di Cassazione, Sezione Prima Penale, Sentenza n. 26010/20, 06/07/2020-15/09/2020).

Numerazione in Sequenza 53E20 del 17 settembre 2020

53E20