Detenzione e COVID-19

Detenzione e COVID-19La Corte Costituzionale, ha rigettato le questioni sollevate con riferimento alle misure urgenti in materia di detenzione domiciliare o di differimento della pena per motivi connessi all’emergenza sanitaria da COVID-19, previste dal Decreto Legge n. 29/2020 e Legge n.70/2020, afferenti appunto alle scarcerazioni di detenuti condannati per reati di particolare gravità. Infatti, come si legge nel Comunicato Stampa del 4 novembre 2020, che anticipa le motivazioni della decisione, «la disciplina censurata impone ai giudici di sorveglianza di verificare periodicamente la perdurante sussistenza delle ragioni che giustificano la detenzione domiciliare per motivi di salute. A tal fine, i giudici sono tenuti ad acquisire una serie di documenti e di pareri, in particolare da parte dell’Amministrazione penitenziaria, della Procura nazionale antimafia e della Procura distrettuale antimafia». Inoltre, prosegue il comunicato, «la Corte ha ritenuto che questa disciplina non sia in contrasto con il diritto di difesa del condannato né con l’esigenza di tutela della sua salute né, infine, con il principio di separazione tra potere giudiziario e potere legislativo». Ebbene, le questioni sollevate si riferivano al combinato disposto di cui gli artt. 3, 24 (c. 2), 27 (c. 3), 32, 102 (c. 1), 111 (c. 2) e 104 (c. 1) della Costituzione (Sentenza n. 245/20, del 04/11/2020, depositata il 24/11/2020 – Presidente: MORELLI; Redattore: VIGANÒ).

Numerazione in sequenza 70E20 del 05/11/2020