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Colloquio telefonico straordinario

colloquio telefonico straordinarioDeve dichiararsi inammissibile, poiché manifestamente infondato il relativo motivo, il ricorso avanzato da una donna detenuta in regime carcerario, coniugata con soggetto ugualmente ristretto in regime di custodia cautelare, in ragione delle esigenze cautelari derivanti dalla correità. Premesso che «l’ammissibilità del ricorso per cassazione per violazione di legge, in quanto la questione, relativa ai colloqui telefonici dei detenuti, incide su diritti soggettivi (…), ritiene il Collegio che la motivazione addotta dal Tribunale a sostegno del rigetto dell’istanza del colloquio telefonico, seppur stringata, non sia apparente né assertiva e, dunque, si sottragga alla categoria del vizio di violazione di legge in questa sede denunziabile». Infatti: «il riferimento allo stato di coimputati nel medesimo procedimento dei soggetti tra i quali avrebbe dovuto intervenire il colloquio dà conto dell’esistenza di esigenze di stretta cautela processuale legate sia alla persistenza del titolo cautelare relativo a gravi reati (…) sia alle esigenze di acquisizione della prova, la cui necessità di salvaguardia non viene meno per il successivo passaggio alla fase processuale, potendo riguardare tanto le prove a carico che quelle a discarico (…). Con la conseguenza che le prospettate e comprensibili ragioni di ordine informativo poste a base dell’istanza (consentire ai coniugi di confrontare le rispettive esigenze di salute in periodo caratterizzata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19), debbono considerarsi implicitamente disattese». Sicché, tenuto conto delle particolari ragioni sottese al ricorso, alla inammissibilità dello stesso consegue la condanna della ricorrente al solo pagamento delle spese processuali (Cassazione, Sez. 2a Pen. Sent. 29658/20. Presidente: CERVADORO; Relatore: ARIOLLI).

Numerazione in sequenza 69E20 del 04/11/2020