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Detenzione domiciliare speciale

La Corte Costituzionale ha sancito che precludere la detenzione domiciliare dopo il compimento dei dieci anni di età del figlio, affetto da disabilità grave, produce una violazione sia al primo sia al secondo comma dell’art. 3 Cost., alla luce del perdurante bisogno di cura e di assistenza da parte della genitrice. Tale conclusione risulta rafforzata dal rilievo secondo cui nelle relazioni umane, specie di tipo familiare, si ravvisano fattori determinanti per il pieno sviluppo e tutela effettiva delle persone più fragili. Sicché, il giudice di sorveglianza è chiamato a contemperare tutti i beni in gioco, vale a dire le esigenze di cura del disabile, così come quelle della difesa sociale e del contrasto alla criminalità, esigenze che devono formare oggetto di «verifica comparativa complessa» al cui esito sarà possibile adottare la decisione più appropriata.

Numerazione in Sequenza 57E20 del 01/10/2020

57E20

Difesa sociale

La pena intesa come prevenzione generale per la difesa sociale, ma anche di prevenzione speciale e di rieducazione che tendenzialmente comporta flessibilità.

È il principio, anch’esso datato ma di estrema attualità, per cui la Corte Costituzionale ha tra l’altro ribadito che i benefici possono essere concessi anche se la collaborazione che viene offerta risulti oggettivamente irrilevante, purché siano comunque acquisiti elementi tali da escludere in maniera certa l’attualità dei collegamenti con la criminalità organizzata. E nella ipotesi in cui vi sia offerta di collaborazione oggettivamente irrilevante nei risultati, essa può assimilarsi a quella in cui un’utile collaborazione non sia possibile perché fatti e responsabilità sono già stati completamente acclarati o perché la posizione marginale nell’organizzazione non consente di conoscere fatti e compartecipi pertinenti al livello superiore. Numero 12E20 del 20/01/2020. Continua a leggere →