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La fiducia è una cosa seria

La fiducia è una cosa seriaIl titolo dell’odierno contributo, la fiducia è una cosa seria, prende corpo da due ragioni, la prima di ordine generale, vale a dire che ogni persona, al di là del ruolo e status sociale, deve essere in grado di meritare la fiducia che gli viene dimostrata, guadagnandola attraverso il proprio corretto agire quotidiano; la seconda ragione, di ordine oggettivo, laddove il tradimento della fiducia, prima o tardi, si paga, spesso anche a caro prezzo. Ebbene, il Tribunale di sorveglianza ha revocato la misura alternativa della detenzione domiciliare concessa ad un condannato in quanto, denunziato per evasione a seguito di controllo presso la sua abitazione da parte delle forze di polizia, aveva tenuto un comportamento tale da arrecare un grave pregiudizio circa il rapporto fiduciario con gli organi preposti al trattamento del già concesso beneficio penitenziario.

Nel caso in esame, il reo, contattato telefonicamente dai genitori, unici presenti nell’abitazione dove stava scontando la misura, su richiesta del personale di polizia giudiziaria incaricato del controllo, si era limitato a riferire circa il suo immediato ritorno, salvo, viceversa, presentarsi presso un presidio ospedaliero di zona dove poco più tardi veniva dimesso, peraltro, senza nessuna prognosi.

Ebbene, presentato ricorso per cassazione tramite il difensore di fiducia, chiedendo l’annullamento dell’ordinanza impugnata ed il ripristino della misura alternativa originaria, nel grado di legittimità si è sottolineato che il Tribunale di sorveglianza «ha ricostruito, sulla scorta delle evidenze acquisite, l’allontanamento del condannato dalla sua abitazione nient’affatto determinato dalla impellente necessità del condannato di ricorrere alle cure del presidio ospedaliero per ragioni di salute, bensì come palese violazione delle prescrizioni imposte dal regime di detenzione domiciliare, che il (…) aveva goffamente tentato di giustificare, una volta appreso telefonicamente dai genitori dell’arrivo dei militari incaricati del controllo nell’abitazione dove avrebbe dovuto essere presente, simulando un improvviso malore e recandosi al Pronto soccorso. In questa direzione, significativamente deponevano non solo la distanza temporale tra la telefonata e la visita dei sanitari, ma il contenuto della telefonata intercorsa coi genitori, nel corso della quale, secondo quanto riportato nell’annotazione di servizio, l’interessato nulla aveva detto sui suoi problemi di salute così seri da averlo indotto ad allontanarsi dal luogo degli arresti, ed il contenuto del referto rilasciato in esito alla visita, nel quale non erano indicati una precisa patologia né atre prescrizioni». Sicché: «altrettanto logicamente siffatta condotta è stata valutata incompatibile con la prosecuzione della misura alternativa, per la inaffidabilità dimostrata dal condannato» (Cass. Sez. I Pen., Sent. 23226/21).

Numerazione in sequenza 11E21 del 16/06/2021

Concessione misure alternative

I criteri ed i mezzi di conoscenza utilizzabili da parte del Tribunale di Sorveglianza per pervenire ad una positiva previsione sono indicati dalla dottrina e dalla giurisprudenza nel reato commesso, ineludibile punto di partenza, nei precedenti penali, nelle pendenze processuali e nelle informazioni di polizia, ma anche, ed in pari grado di rilievo prognostico, nella condotta carceraria e nei risultati dell’indagine socio-familiare operata dalle strutture di osservazione atteso che in queste ultime risultanze istruttorie si compendia una delle fondamentali finalità della espiazione della sanzione penale.

Numerazione in Sequenza 54E20 del 22 settembre 2020

54E20